Il viaggiatore ritorna subito

Non è vero. Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.

José Saramago

                                                           ( Viaggio in Portogallo)

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ADESSO BASTA

CHI PUO’ FACCIA QUALCOSA.191215093-73397474-2dd5-4953-8c45-be85521ae81b

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Un pianoforte a Porta NUova.

Avevo già letto la notizia sul giornale:  nell’atrio della stazione di Porta Nuova, Torino c’è un pianoforte a disposizione di tutti. ““Play me, I’m Yours” (Suonami, sono tuo) recita un cartello posto sullo strumento.

Qualche giorno fa e per due mattine consecutive sono passata dalla stazione, non ricordavo più questo fatto ed entrando mi sono stupita di sentire le note di Yesterday. Avvicinandomi ho visto un giovane che suonava assorto nella sua musica.. ne sono stata rapita e commossa. Melodie che mi hanno toccato il cuore e mi hanno emozionato fino a sentire le lacrime che scendevano lentamente sulle guance. Gli altoparlanti ripetevano gli avvisi dei treni in arrivo o in partenza, ma la musica era lì, potente con la sua forza evocatrice come a ricordarci che qualche volta dobbiamo fermarci, fermarci ad ascoltare .Torino

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Carnevale a Venezia

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Vivere a Venezia i giorni del Carnevale è un’esperienza inconsueta e indimenticabile, ma basta allontanarsi un po’ per ritrovare i silenzi e la magia della laguna.

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Sogno  (10 novembre 2014)

Era una notte bellissima, alzo gli occhi e il cielo blu viene solcato da una stella cometa brillantissima. All’improvviso il cielo diventa plumbeo con nuvole grigie e pesanti di pioggia.Non ricordo perchè, ma so esattamente che mi trovo a Bologna.Cerco disperatamente di capire come si chiama la via dove mi trovo, alla fine vedo all’angolo una scritta “Via Tirreno”.cometa

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il ritorno

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m’innamoro davvero

Mi sento strano
davvero
da un pò
di tempo
è così
succede sempre
ogni volta
che sei quì
tutto mi sembra
migliore
capisco bene cos’è
capisco che
m’innamorerò
di te
sei sempre
il mio primo
pensiero
e mi addormento
con te
sembra un malanno
ma è buono
come te
mi fa sentire
leggero
sorridi e
stai con me
“lo sai mi sto
innamorando
anch’io di te”
e vai che
m’innamoro davvero
per troppi giorni
da quanti?
quasi una vita
a cercarti
e adesso
ti ho quì
davanti e
vedrai, vedrai
che di tempo
ne avrò, ne avrai
d’amore
quanto vorrai
perchè non
basta mai
e ci teniamo
per mano
siamo in silenzio
io e te
certo ch’è buffo
son teso più di te
ti sento tra
le mie dita
ed è un
piacere così
in questo istante
la vita è tutta quì
e vai che
m’innamoro davvero
guardami
sono sincero
provo le stesse
tue cose adesso
per me è
lo stesso e
vedrai, vedrai
che di tempo
ne avrò, ne avrai
d’amore
quanto vorrai
e che non
basti mai
e vedrai, vedrai
che di tempo
ne avrò, ne avrai
d’amore
quanto vorrai
e che non
basti mai
mi sento
strano davvero
da un pò di tempo
è così
succede sempre
ogni volta
che sei qui
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sogno

Stanotte ti ho sognato. Era un’infinità di tempo che neppure più ti pensavo. Eppure, nel sogno il ricordo era così nitido, così preciso. Mi guardavi con lo stesso sorriso un po’ enigmatico, in po’ ironico. Io mi sentivo così strana, e tu non eri cambiato da dieci anni fa, da quando mi avevi scritto quelle bellissime  lettere d’amore, sì d’amore, mai nessuno me ne aveva scritte così. e io mi sentivo la regina del tuo cuore. Ma nel sogno mi hai detto: Sai è finita la magia, non mi nteressi più. E te ne sei andato con una donna, una bella signora, alta, magra e affascinante come te, che eri sempre come ti avevo visto la prima volta. Nel sogno ho cercato anche di seguire la vostra stessa strada, ma non ci sono riuscita, come succede nei sogni tutto era un ostacolo, mi faceva paura saltare da quella scala,. Mi sono svegliata con il cuore in gola, ma felice di averti rivisto, almeno in sogno, anche se non ti amo più. Addio.

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Le mie città

Certo, Torino è LA mia città: La amo in modo viscerale, mi commuove vedere i suoi cortili, annusare gli odori dei suoi portici e della sua collina, scaldarmi al sole delle sue piazze. I ricordi dell’infanzia sono sempre lì. Il Valentino dove andavo a giocare la domenica mattina con mio padre, mentre lui leggeva il giornale, è più o meno lo stesso, manca la fontana luminosa che danzava al suono del valzer di Strauss, ma l’emozione di attraversare la Piazza Vittorio Veneto, guardando sullo sfondo la chiesa della Gran Madre, all’imbrunire, quando i colori accendono i palazzi e rendono più brillante il verde della collina, quella è sempre la stessa. Questa è la mia Torino.

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Itaca

Itaca

Immagine da: Sbozzetti del Mediterraneo

 

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne’ nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; piu’ profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.

Kostantin Kavafis


Da: Albatross

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